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Uzbekistan
     

PAGINA IN ALLESTIMENTO

    
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Esteso per 1500 km da nord-ovest a sud-est, con una larghezza media che non supera i 300 km, l'Uzbekistan si allunga dalle falde occidentali del massiccio dell'Alaj (a est), che inquadrano la valle del Fergana (una fossa di sprofondamento), sino alle rive del vastissimo lago d'Aral (a ovest), residuo di un antico mare, a soli 53 m di altitudine. Nel territorio si distinguono due zone geomorfologiche e climatiche. L'ovest è dominato dalla steppa arida del Kyzylkum (300.000 km², in parte nel Kazakistan), che arriva sino all'Aral. L'Amu Darya, che segna per un lungo tratto il confine con il Turkmenistan, divide questa zona semidesertica, ricca di giacimenti di gas naturale, dall'altopiano desertico del Karakumy (in territorio turkmeno) e dal deserto dell'Ustjurt, che si estende a ovest dell'Aral sino al Caspio. Le pianure che circondano il lago d'Aral appartengono alla Repubblica autonoma dei Karakalpak. In tutta la regione occidentale il clima è continentale secco, con temperature minime in gennaio di -29 °C e massime estive di +45 °C; le precipitazioni sono inferiori a 100 mm annui. Nell'est, i bacini fluviali del Zeravshan, dell'Amu Darya e del Syr Darya sono separati dalle estreme propaggini dei Tian Shan, dell'Alaj e del Pamir, catene montuose giovani e fortemente sismiche. Tra le catene dell'Alatau e dell'Alaj si estende la già menzionata pianura del Fergana, bacino tettonico lungo 300 km e largo 100, bagnato dal Syrdar'ja e dai suoi affluenti, in cui si concentra una parte rilevahnte della popolazione. La frontiera con il Tagikistan taglia queste catene e le valli che le separano in modo assai complesso: la valle del Fergana, per esempio, è separata dalla capitale Tashkent da territorio tagiko. Il controllo dei corsi d'acqua, essenziale per la vita economica, crea rivalità tra i due paesi. Nelle valli fluviali e sulle pendici montuose la continentalità del clima si attenua e aumentano le precipitazioni (da 300 mm annui nelle pianure a più di 1000 sui rilievi).

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La bandiera dell'Uzbekistan è stata adottata il 18 novembre 1991. La bandiera è composta da tre bande orizzontali in (dall'alto) azzurro, bianco e verde, separate da due strisce rosse. Sulla banda azzurra sono presenti una mezzaluna crescente bianca e dodici stelle a cinque punte bianche, disposte su tre file, rispettivamente da 3, 4 e 5 stelle.La mezzaluna, così come il bianco e il verde delle bande, rappresentano l'islam. Il rosso ricorda i mattoni dell'antica moschea di Samarcanda, e le dodici stelle simboleggiano le dodici moschee principali di Tashkent.

 I territori dell'attuale Uzbekistan furono compresi nelle satrapie di Sogdiana e Corasmia dell'impero Achemenide, fino alla conquista di Alessandro Magno. Successivamente la regione entrò a far parte degli stati Partico e Sasanide. Nel Medioevo emerge per la prima volta l'elemento turco con la potenza qaraqanide (IX-XII secolo), che si rafforzerà dall'XI secolo a spese del regno persiano dei Samanidi. Questa verrà poi soppiantata dai Mongoli all'inizio del XIII secolo, che fonderanno il regno centroasiatico del Chagatay, peraltro rapidamente turchizzandosi nella lingua e nei costumi. Successivamente, con l'emergere della figura del Tamerlano (dal persiano: Timur-e Lang, ossia "Timur lo zoppo"), che si riproponeva di rinnovare i fasti e le conquiste di Gengis Khan, Samarcanda diverrà uno dei grandi centri della civiltà timuride e dell'Asia Centrale musulmana. Dal XVI secolo, con la dinastia di origine mongola degli Shaybanidi il paese comincia a chiamarsi Uzbekistan e nella seconda metà del secolo la capitale viene spostata a Bukhara. Emergono successivamente due formazioni destinate a durare tra alterne vicende fino alla metà del XIX secolo: il Khanato di Khiva e il Khanato di Bukhara, spesso in conflitto tra loro, e dal Settecento si formerà, più a est, il Khanato di Kokand. La regione fu per tutta l'epoca dell'Impero Safavide (XVI secolo - metà del XVIII secolo) al centro di conflitti sia con i sovrani persiani che, più tardi, con la nascente potenza russa. Nel XIX secolo, l'impero russo cominciò la sua espansione nell'Asia centrale; ma a differenza di altri territori turchi centroasiatici (Kazakistan, Kirghizistan), Khiva e Bukhara non vennero subito annesse, bensì divennero emirati vassalli della corona zarista.  Sullo sfondo è il periodo del "Grande gioco", ovvero del confronto geopolitico e militare tra Russia e Impero Britannico, che si fa solitamente iniziare nel 1813 e finire con la convenzione anglo-russa del 1907. All'inizio del XIX secolo circa 2000 miglia separavano l'India britannica e le regioni periferiche della Russia zarista. Gran parte di quelle terre non era neanche tracciata sulle mappe. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917 seguì una seconda fase dei rapporti con la Russia, con la creazione, dopo varie complesse vicende, della Repubblica bolscevica di Bukhara. In seguito, malgrado alcune prime resistenze ai bolscevichi, l'Uzbekistan entrò a far parte dell'Unione Sovietica.  Il 1º settembre 1991 l'Uzbekistan, seppur riluttante, dichiarò l'indipendenza. Mentre gli stati baltici guidarono la battaglia per l'indipendenza, quelli dell'Asia centrale ne ebbero timore. "Le forze indipendentiste che spingevano per la separazione dall'Unione (Sovietica) erano molto deboli in Asia centrale. Dopo il tentativo di colpo di stato dell'agosto 1991, tutte le nazioni dell'Asia centrale ritennero che l'Unione fosse qualcosa da preservare", scrisse Michael McFaul nella sua "Russia's Unfinished Revolution".  Il 13 maggio 2005, violente dimostrazioni di protesta scoppiarono nella città di Andijan, nella regione di Ferghana, in seguito alle azioni di antiterrorismo del governo, che portarono all'arresto di 23 cittadini accusati di essere integralisti islamici. In seguito ai torbidi i soldati spararono sulla folla uccidendo almeno nove persone. I dimostranti per ritorsione presero in ostaggio 30 persone. Nello stesso giorno a Tashkent, un sospetto kamikaze venne colpito ed ucciso all'esterno dell'ambasciata israeliana. La repressione del presidente Islam Karimov, poi estesa, si ritiene che abbia provocato anche altre vittime, non conteggiate negli elenchi ufficiali. In seguito alla repressione si ritiene che comunque i capi più importanti della rivolta "islamista" siano fuggiti ed abbiano trovato rifugio in Afghanistan, è stata segnalata la loro presenza nella regione del Vaziristan pakistano.

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L'attuale emblema dell'Uzbekistan venne adottato il 2 luglio 1992, quasi un anno dopo la caduta dell'Unione Sovietica. L'emblema moderno è molto simile a quello della precedente RSS Uzbeka che di quella Unione faceva parte. L'emblema di forma circolare è dominato dai colori blu, bianco e verde della bandiera nazionale.E' avvolto da una pianta di cotone sulla sinistra e da una spiga di grano sulla destra, i due prodotti principali dell'agricoltura del paese.È sormontato dalla stella del Rub' al-Hizb ۞, simbolo dell'Islam, religione professata dalla maggior parte della popolazione.Nel centro si staglia un Homa, uccello che simboleggia la felicità e l'amore per la libertà, le cui ali spiegate inquadrano sullo sfondo una vista dell'Uzbekistan, su cui il sole che sorge illumina i fiumi Amu Darya e Syr Darya, e lo stemma stesso.

Il clima dell'Uzbekistan è a carattere continentale con estati torride ed inverni rigidi. Il miglior periodo per una visita è durante la breve primavera, quando anche il deserto si copre di fiori multicolori, oppure, in alternativa, l'autunno.

In epoca storica i territori che attualmente costituiscono l'Uzbekistan furono abitati dai Messageti, popolo indoario affine agli Sciti, assoggettati da Ciro il Grande che perì in battaglia nel 530 a.C. I nuovi territori furono organizzati in 3 satrapie: la Corasmia, La Sogdiana e la Battriana. Nel 329 a, C. Alessandro Magno conquistò i territori che alla sua morte passarono al suo generale Seleuco. Diodotus, governatore della Battriana si ribellò a Seleuco e costituì un regno ellenistico indipendente. Nel 180 a.C. Demetrius I, asceso al trono della Battriana, intraprese con successo la conquista dell'India. Nel 162 a.C. il regno scomparve sotto gli attacchi degli Unni eftalidi.

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