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Ripristino dell'antica strada transfrontaliera tracciata sulle Alpi Marittime
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L'Unione Europea finanzia il progetto di enti locali italiani e francesi per il ripristino dell'antica strada transfrontaliera che si snoda per 40 chilometri a duemila metri sulle Alpi Marittime tracciata nel IX secolo da Carlo Magno. L'Unione europea finanzierà 1 milione 475 mila euro, su 1 milione 875 mila del costo complessivo dell'opera, i cui lavori inizieranno tra aprile e maggio 2012, per concludersi due anni dopo. La strada si sviluppa tra il territorio di Ventimiglia e quello di Limone Piemonte, passando in aree delle province di Imperia e Cuneo e francesi, nei comuni di La Brigue e Tende. Si interverrà su sterrati e mulattiere, rifacendo selciati, muri di contenimento, regolarizzazione del fondo. Per ottenere un percorso ecologico dalla montagna al mare, adatto a mezzi a scarso impatto ambientale, quali bicicletta, cavallo, skiroll, nordic walking.
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A SCUOLA D'ALTA MONTAGNA. IN SICUREZZA
Valanghe e patologie d'alta quota. Lezioni di primo soccorso
" Tutte le persone in montagna dovrebbero portarlo, non solo chi fa sci alpinismo o fuori pista ma anche chi va con le ciaspole. Invece Arva, l'apparecchio per la localizzazione delle persone travolta dalle valanghe - dice Luigi Festi, chirurgo e presidente del Cai di Malnate -, non è utilizzato quanto dovrebbe ". Si è parlato anche di questo argomento al corso di primo soccorso in montagna rivolto a guide, istruttori, gestori di rifugio ed escursionisti, promosso in collaborazione con l'università dell'Insubria e il Soccorso alpino svizzero della regione Ticino, svoltosi ieri nell'aula magna di via Dunant. Novità dell'iniziativa, giunta alla quarta edizione, apertura al pubblico, ieri pomeriggio, a tutti gli appassionati di montagna: un centinaio gli intervenuti. Con parole semplici ma anche dando riferimenti scientifici, si è trattato di argomenti quali la potologia d'alta quota, l'ipotermia, le valanghe. Ad affascinare il pubblico, oltre al dottor. Luigi Festi, grandi conoscitori di montagna come Giacomo Strapazzon dell'Institute of Mountain Emergency Medicine di Bolzano (primo collaboratore di Hermann Brugger, medico d'emergenza specializzato in salvataggi in montagna), e Mario Casella, giornalista, scrittore e guida alpina che ha dato consigli utili a chiunque voglia affrontare la montagna valutando bene il pericolo delle valanghe tenendo presente alcuni parametri quali meteo, pendenze, condizioni della neve, capacità degli escursionisti. Oggi il corso riprenderà all'ospedale di Circolo e sarà rivolto soltanto agli iscritti. In programma, prove pratiche di salvataggio con l'utilizzo di manichini e defibrillatori.
ndr...
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Articolo apparso sul giornale SubAlpina sabato 26 novembre a conclusione del master di incontro Italo-Svizzero " PRIMO SOCCORSO IN MONTAGNA ", corso formativo rivolto a guide, istruttori, accompagnatori, gestori di rifugio, escursionisti e alpinisti. Il master si è svolto presso l'Ospedale di Circolo Varese Università degli Studi dell'Insubria organizzatore e direttore del corso dottor Luigi Festi.
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La brutta avventura di un cacciatore di Peveragno:
"A tu per tu con i lupi nei boschi di Vernante"
Il fatto è successo lunedì sera, durante una passeggiata solitaria. L'uomo, accerchiato da alcuni esemplari di grossa taglia, ha mantenuto il sangue freddo inizando a battere il bastone, le mani ed a fischiare.
Silvio Pellegrino, un cacciatore di trentaquattro anni di Peveragno, è incorso in una bruttissima avventura. Come sua abitudine stava compiendo una passeggiata in montagna ("frequento la montagna tutto l'anno, per sbinocolare, fare fotografie, mi piacciono la natura, gli animali"). Si trovava in località Folchi, nel comune di Vernante e mentre stava per ritornare alla macchina (mancavano 30-35 min. di cammino) ha incontrato due lupi sulla sua strada.
Erano quasi le otto di lunedì sera. "Ho visto che mi seguivano - racconta il cacciatore -. Allora con il seghetto da potatura ho tagliato un bastone e ho provato a battere. I lupi si sono fermati e sembrava non ci fossero più e ho tirato un sospiro di sollievo, poi - dopo cinque minuti - sono passati sotto il sentiero però non ero ancora troppo preoccupato perché pensavo potessero ancora andare per la loro strada. Invece, con mia preoccupazione vedo che risalgono sul sentiero davanti a me, mi guardano e poi passano sopra il sentiero. Hanno preso a passare sopra e sotto il sentiero, sorpassandomi e aspettandomi, arrivando a una distanza di 30-40 metri e, quello che mi spaventava di più, guardandomi".
Pellegrino precisa che per tentare di allontanarli o quantomeno per non farli avvicinare, batteva il bastone, fischiava, batteva le mani. Ma i lupi hanno continuato a girargli intorno. "Quando li vedevo camminavo, cercando di farlo normalmente, senza correre. Quando non li vedevo mi fermavo. Avevo molta paura, non sembravano proprio amichevoli; quando battevo vedevo i denti, non so se ringhiassero o se per la respirazione".
Il cacciatore aggiunge altri particolari: "Il cellulare non prendeva e io mi sentivo sempre più indifeso con la notte che mi stava prendendo, ero a mani nude. Confesso che se avessi avuto l'arma ero tanto impaurito che l'avrei usata dopo un quarto d'ora. Ho fatto grande attenzione a mantenere il sangue freddo, a non eseguire movimenti bruschi; quando mi guardavano sembrava che mi studiassero o che attendesso una mossa, un segnale da parte mia. Sono convinto che una persona non esperta fornendo involontariamente stimoli o segnali inappropriati avrebbe potuto scatenare l'attacco".
Appena il segnale del cellulare lo ha consentito il malcapitato escursionista-cacciatore ha chiamato il fratello fornendo la posizione di dove si trovava. Il fratello, a sua volta, ha chiamato la Guardia venatoria del comprensorio di caccia. “Se fosse stato mio fratello al posto mio, io gli sarei subito corso incontro con il fucile, lui è stato più freddo”. La guardia è arrivata quando Pellegrino era appena giunto alla macchina. “Non ho visto con così tanto piacere la mia macchina neppure quando l’ho comprata”.
Il protagonista dell’avventura oltre a ringraziare la Guardia per essere comunque arrivata celermente sul posto ci tiene a sottolineare alcune cose: “Che fossero lupi di almeno due anni sono assolutamente certo, è lo stile della camminata che è impressionante, poi devo dire che mi sono preso uno spavento enorme avendoli visti per una trentina di volte a 30-50 metri di distanza. Mi ha impressionato il fatto che fossero tutt’altro che spaventati dalla mia presenza ed anzi che per quello che si poteva capire avessero atteggiamenti poco amichevoli. Sulla base della mia brutta esperienza mi appello alle autorità perché avvisino la popolazione e i turisti di non avventurarsi da soli, specie la mattina presto e la sera”.
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La strage è divenuta insopportabile (CN e TO)
(13.07.11) Le chiacchere sulla convivenza tra lupo e pastori si dimostrano una tattica astuta dei lupofili per confondere le acque e consentire ai loro beniamini di insediarsi stabilmente in tutte le valli con branchi sempre più numerosi ... ... ( clicca per il web dedicato )
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Escursionisti aggrediti da un branco di lupi
Mercoledì 08 Luglio 2009 13:21 Redazione
 PICINISCO - Una famiglia napoletana, padre, madre e tre figli, in vacanza nella valle di Comino, decide di compiere una salutare escursione ad alta quota incamminandosi lungo un impervio sentiero che si inerpica sui monti della Meta. All'improvviso, però, dalla fitta boscaglia, è apparso un branco di lupi appenninici il cui aspetto non sembrava per niente rassicurante. Per un lungo, interminabile istante gli sbigottiti turisti hanno pensato al peggio temendo una aggressione che avrebbe potuto avere effetti devastanti. Poi, però, per fortuna, le cose hanno preso una piega diversa e le bestie si sono rapidamente allontanate riprendendo il loro cammino. E così, al di là di un grosso spavento, niente di spiacevole è accaduto. Anche se quei signori ricorderanno per un bel pezzo la loro escursione mattutina tra le verdi montagne della valle di Comino. ( NDR ... )
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Si farà la nuova cava di silice in località Monte Bianco?
Presso la Sala Polivalente di Vernante si parla dell'eventuale apertura della nuova cava
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| Panoramica di Vernante |
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Vernante - Il Comitato Ambiente e Salute Vernante (Casv) organizza per venerdì 22 gennaio alle ore 21.00 presso la Sala polivalente ex confraternita di Vernante (vicino alla chiesa parrocchiale) un incontro pubblico sul tema dell'eventuale apertura di una nuova cava di silice in località Monte Bianco.
Alla serata sono invitati espressamente i consiglieri comunali. Gli stessi che in campagna elettorale si erano impegnati a rispettare l'esito del referendum conclusosi con un esito inequivocabile: il 71,28% dei votanti aveva detto di no e il quorum era stato abbondantemente superato con una partecipazione del 71,10%.
Nonostante questa sonora bocciatura, il dicembre scorso la società Silver ha presentato un progetto analogo a quello illustrato ai cittadini nell'estate 2006.
L'amministrazione comunale ha il potere di bloccare il progetto esprimendo un parere negativo nella prima conferenza dei servizi prevista per il 23 marzo oppure non mettendo a disposizione i terreni.
Il Casv ritiene che l'apertura di nuova cava comporterebbe un grave danno, per una valle già pesantemente deteriorata dall'industria estrattiva e ritiene il progetto incompatibile con uno sviluppo rispettoso della salute, dell'ambiente e della vocazione turistica di Vernante.
ndr... Grandain.com
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| Escursioni in montagna. Super ticket per chi ama il brivido |
| Vita dura per gli escursionisti in montagna o per chi si dà agli sport estremi. Il Creu veneto (Coordinamento regionale dell'emergenza-urgenza) sta infatti valutando la necessità di introdurre un ticket (si parla di 500 euro) per coloro che, praticando alpinismo, volando col deltaplano o avventurandosi tra forre e canyon, allertano il 118 perché in difficoltà. E un altro ticket è previsto per chi chiede soccorso a terra, ma è illeso. |
ndr ... sito web CAI
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| “Sicuri sul Sentiero” |
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Domenica 19 giugno 2011 si terrà “Sicuri sul Sentiero” la giornata nazionale di prevenzione dagli incidenti propri della stagione estiva: sentieri, ferrate, falesie e vie alpinistiche, grotte e canyoning ma anche la ricerca dei funghi, saranno temi d’interesse per parlare di prevenzione a 360°. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del CAI, le Commissioni e Scuole Centrali di Escursionismo e di Alpinismo Giovanile del CAI, le Scuole di Alpinismo del CAI, Enti ed Associazioni sensibili che vorranno collaborare, daranno vita a manifestazioni che, si spera, possano raccogliere l’interesse e la partecipazione dimostrata dalla scorsa edizione di “Sicuri con la neve” del 18 gennaio 2011. Le Stazioni C.N.S.A.S., le Sezioni e le Scuole CAI che vorranno aderire programmando iniziative sul territorio di competenza, potranno organizzarsi per dispensare utili consigli a chi ne farà richiesta e raccogliere informazioni statistiche circa la frequentazione di sentieri, ferrate od altro.
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CENTRO RECUPERO ANIMALI SELVATICI DI CUNEO
Via Alpi 25, 12010 Bernezzo – Cuneo tel/fax 0171-82305 cel. 328-5325296
Cosa fare in caso di ritrovamento di fauna selvatica in difficoltà
In base alla legge Regionale 70/96 art. 33, viene imposto a chiunque venga in possesso di fauna selvatica, viva o morta, di farne consegna entro ventiquattro ore al Comune di residenza o a quello in cui è avvenuto il fatto, oppure alla Provincia competente per territorio. Tali enti provvederanno a consegnarla ad un centro di recupero autorizzato. Durante le ore diurne è possibile contattare il Servizio Tutela Flora e Fauna della Provincia di Cuneo al numero 0171-445254. Fuori orario d’ufficio e nei prefestivi e festivi si può contattare il veterinario di turno dell’A.S.L. competente per territorio tale numero può essere fornito dall’Arma dei Carabinieri al 112 o 118. evitate di prendere iniziative personali, in quanto gli animali selvatici hanno delle reazioni improvvise che possono causare danno a se stessi ed a chi se ne occupa. Buona norma è di provvedere a coprire l’animale oscurandolo con un telo di fortuna, che servirà a tenerlo tranquillo sino all’arrivo di personale qualificato.
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Pelmo-Mondeval liberi dagli impianti di risalita!
Questo sito ( http://www.firmiamo.it/pelmo-mondeval-liberi-dagli-impianti ), intende raccogliere le espressioni di dissenso verso il progetto di impianti sciistici Cadore-Civetta. A tal fine diffonde le conoscenze culturali e paesaggistiche indispensabili per valutare il senso e le conseguenze di tale progetto sulle aree dolomitiche comprese tra il monte Pelmo, l’area di Mondeval e le zone circostanti e dà la possibilità di firmare la Petizione con la quale cercare di fermare questo ipotizzato scempio.
Link per sottoscrivere e firmare il Vostro dissenso:
http://www.firmiamo.it/pelmo-mondeval-liberi-dagli-impianti
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Appello
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell'Ambiente
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera dei Deputati
Ai Presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato
Ai Presidenti delle Regioni
Ai Presidenti delle Province autonome
Le aree naturali protette speranza di futuro.
I Parchi e le Aree marine protette sono nati per custodire i luoghi più significativi del nostro BelPaese. Dalle Alpi alle isole mediterranee, dalle rive ai fondali più reconditi, difendono i valori della terra e del mare, proteggono la biodiversità, garantiscono un
servizio alla collettività e possono essere una straordinaria opportunità per le comunità locali. I Parchi e le Aree marine protette sono amministrazioni pubbliche giovani, cresciute tra mille difficoltà per dar sostanza alla Legge Quadro. Ricordiamo che solo nel 1991, la Legge 394 ha portato il nostro Stato ad applicare i principi internazionali per la conservazione della natura. Una tappa importante che ha consentito di istituire una rete di aree protette nazionali e regionali, terrestri e marine, che offrono all'Europa e al mondo intero l'immagine della straordinaria bellezza dei nostri paesaggi, la ricchezza della cultura e delle tradizioni locali. I Parchi e le Aree marine protette sono laboratori artigianali in cui ogni giorno si sperimenta un confronto con i dettati costituzionali che promuovono la tutela dei valori comuni, applicando regole per favorire il mantenimento della qualità ambientale, che è stata delegata quale principale finalità di gestione. I Parchi e le Aree marine protette sono organizzazioni che operano con poco denaro e poco personale ma con tanta energia positiva. Sono piccole comunità in cui è necessario operare con creatività, ragionevolezza e coraggio. L'impegno è molto forte per i direttori e per tutto il personale, compreso l'insostituibile presidio degli operatori della sorveglianza, per le guide e gli interpreti ambientali. Gli enti di gestione ogni giorno cercano di tradurre la pletora di normative in atti pubblici legittimi e sensati, per rafforzare il senso di responsabilità comune e fare emergere il significato più sincero di appartenenza al territorio. La Legge n. 394/91 è una delle migliori leggi ambientali d'Italia: occorrerebbe rafforzarne la capacità di incisività, puntando a migliorarne le potenzialità di strumento di tutela ambientale e di sostegno alle qualità dei territori. Crediamo quindi sia assolutamente urgente e necessario che: Vengano garantite risorse finanziarie certe e stabili nel tempo, sufficienti per il funzionamento ordinario di tutte le aree naturali protette, nonché risorse necessarie alla realizzazione di iniziative, opere e misure di salvaguardia, valorizzando l'autofinanziamento, mai basato sullo sfruttamento delle risorse da tutelare, ma solo quale ulteriore opportunità per incrementare l'attività degli Enti gestori. Vengano garantite le necessarie risorse umane, presso tutte le aree protette, anche per garantire un'efficace sorveglianza. Vengano stabiliti criteri, parametri e obiettivi certi, equi, trasparenti, per il riparto delle risorse finanziarie e per la valutazione del loro corretto utilizzo, in ogni tipologia di area naturale protetta. Siano potenziati gli uffici della direzione protezione natura del Ministero dell'ambiente, anche costruendo un contenitore istituzionale di raccordo efficace tra le politiche statali e quelle delle autonomie locali per la gestione delle aree naturali protette, sull'esempio di altri paesi occidentali. Con la creazione di un'agenzia nazionale, interna al Ministero, di supporto alle attività di gestione delle aree naturali protette ad ogni livello, che utilizzi anche le professionalità degli enti di gestione delle aree protette. Sia istituita una vera e propria "scuola dei parchi", dove possa essere formato adeguatamente il personale di ogni livello e trovi accoglienza l'aggiornamento delle conoscenze culturali di settore degli amministratori, anche utilizzando il grande patrimonio di esperienze professionali maturato in questi anni di gestione delle aree protette. Venga data applicazione alle leggi che prevedono un'unica gestione del parco (passaggio della gestione delle riserve naturali interne ai parchi, gestione in uso gratuito del demanio terrestre e marittimo dello Stato nelle aree naturali protette). Venga data continuità e certezza del diritto al lavoro del personale e dei direttori delle aree naturali protette, snodo delicato per l'efficacia delle politiche di conservazione e di governance in ambito locale. Crediamo sia importante per la "gente dei parchi", per il popolo che vive ogni giorno la realtà delle aree naturali protette, per gli amministratori dei parchi, che il Presidente della Repubblica, che i rappresentanti delle Istituzioni, visitino periodicamente i parchi, le aree marine, le riserve naturali del Paese, per conoscerne dal di dentro la realtà, per dare conforto e speranza con la loro presenza. Riteniamo necessario ed opportuno che venga convocata al più presto la III conferenza nazionale delle aree protette, quale momento di approfondimento e condivisione tra gli operatori, gli amministratori, la gente. La governance delle aree naturali protette è l'unica soluzione di gestione in una moderna società complessa, senza la partecipazione della gente, senza la condivisione degli obiettivi di conservazione da parte degli amministratori, i parchi sono destinati ad aumentare i conflitti. La missione più alta della politica è costruire soluzioni per la gente, per il Paese, per la natura. Crediamo che i Parchi e le Aree marine protette possano e debbano essere un importante strumento, bipartisan, di modernizzazione dell'Italia, in coerenza con quanto avviene in altri grandi Paesi occidentali. Unione per i Parchi e la Natura d'Italia (Aidap – Aigap – Aigae – Istituto Pangea – Associazione 394) promuove questo appello pubblico affinché i Parchi e le Aree marine protette siano una delle punte di diamante di quell'Italia migliore che tanti italiani sognano.
Sottoscritto da:
Maurilio Cipparone, portavoce di Unione per i Parchi e la Natura d'Italia
Nino Martino, presidente di Aidap, associazione direttori e funzionari aree protette
Andrea Gennai, vice presidente di Aidap
Elio Tompetrini, presidente di 394, associazione del personale delle aree naturali protette
Stefano Spinetti, presidente di Aigae, associazione guide ambientali ed escursionistiche
Alberto Dominici, presidente di Aigap, associazione guardiaparco
Rita De Stefano, presidente dell'Istituto Pangea onlus.
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Italia Francia
Previsto un finanziamento europeo
LAVORI SULLA LIMONE – MONESI
Restyling della via militare: sarà vietata ai fuoristrada.
Ritornerà a nuova vita l’antica strada militare che da Limone raggiunge Monesi, frazione di Triora in provincia di Imperia. Ieri mattina, in Valle Vermenagna, si è svolto un incontro tra i Comuni italiani e francesi interessati dallo storico percorso per mettere a punto le delibere e terminare così il dossier che, a fine mese, sarà presentato alla Comunità europea. L’obiettivo è un finanziamento da 1,8 milioni di euro, che andrà al 70% all’Italia e 30 % alla Francia. Si tratta di un’opera militare: 50 chilometri a un’altezza tra 1800 e 2000 metri. Dopo il restyling diventerà un percorso per appassionati di biciclette, trekking, cavalli. Probabilmente sarà vietata ai fuoristrada. << È necessario – dice Francesco Revelli, sindaco di Limone – mettere in sicurezza e riparare la strada Monesi – Colle di Tenda, che, che con il tempo, si sta degradando sempre di più, tanto che il tratto nel nostro territorio è stato più volte chiuso >>. Il contributo europeo coprirà l’80% della spesa. Il resto, in Italia, sarà garantito da Comuni e Regione, mentre in Francia l’impegno finanziario sarà a carico dello Stato. La Regione spenderà 273 mila euro e gli enti locali 262 mila (Limone 100 mila euro). Gli enti interessati sono: Briga Alta, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Mendadica, la Comunità Montana Alto Tanaro cebano monregalese, il Parco Alpi Liguri, quello del Pesio, Triora, le regioni Piemonte e Liguria, le province di Imperia e Cuneo e i Comuni di La Brighe e Tenda. << Rilanceremo dal punto di vista turistico la via militare – dice Revelli - : sarà riservata a appassionati di trekking, mtb e cavalli. Non sarà più percorribile da fuoristrada e mezzi a motore. Sarà garantito l’accesso agli alpeggi per circa 10 mila capi di bestiame >>. Il responsabile del progetto sarà l’ingegner Gino Ferraris della Comunità montana cebano monregalese.
Ndr … la Stampa del 13-11-2010 (Francesco Doglio)
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STRADE DI MONTAGNE A TRAFFICO LIMITATO
Un emendamento presentato dal consigliere regionale Raffaele Costa approvato all’unanimità
“ Comuni e Provincia possono proibire il transito di auto e moto anche per garantire la sicurezza”
GLI AMBIENTALISTI << Meglio permettere a una minoranza di deturpare il paesaggio o salvaguardare il patrimonio naturale? >>
Ndr. La Stampa del 18-08-2010
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PIPISTRELLI INFETTI DA VIRUS
Pipistrelli e rischi sanitari
In generale si può affermare che i pipistrelli non costituiscono un pericolo per la salute pubblica e che chi ne ospita in casa una colonia non ha nulla da temere, né dagli esemplari, né dalle loro deiezioni. Su grandi depositi di guano di chirotteri, in condizioni di clima caldo-umido (principalmente nelle grotte tropicali), si può sviluppare il micete che causa l’istoplasmosi (Histoplasma capsulatum), ma tale rischio non esiste nel caso dei piccoli depositi di deiezioni dei nostri pipistrelli antropofili, che non determinano alcun problema igienico-sanitario.
I pipistrelli tuttavia, come vari altri mammiferi, possono trasmettere all’uomo la Rabbia e, per quanto il rischio di contrarre tale malattia sia remoto, è opportuno affrontare l’argomento, anche per evitare il diffondersi di opinioni sbagliate e insensati allarmismi... ( continua )
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NO alla chiusura dei Parchi Nazionali: il 23 luglio sit-in al Ministero dell'Ambiente!
Il popolo dei parchi scende in piazza il 23 luglio 2010, dalle ore 12.00, per manifestare contro la manovra del Governo, già approvata in Senato lo scorso ... luglio, che, tra l'altro, prevede il dimezzamento dei finanziamenti alle Aree potette nazionali.
Una scure che si abbatte sul sistema già fragile dei Parchi, causandone la totale paralisi o la chiusura della metà di essi. Un gravissimo colpo alla natura e al turismo d'Italia: fauna, paesaggio, fiumi, boschi e coste negli ultimi paradisi naturali (si pensi a Gran Paradiso, Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Arcipelago Toscano, Sibillini, Gran Sasso, Abruzzo, Circeo, Cilento, Gargano e molti altri) saranno di nuovo oggetto di speculazione e sfruttamento indiscriminato. Saranno cancellate anche le politiche ambientali richieste dall'Unione Europea. E ciò, proprio nell'Anno Internazionale della Biodiversità, la cui Strategia Nazionale riconosce il ruolo strategico dei parchi e la necessità di rafforzarli.
Tutte le Aree Protette Nazionali, pari a circa il 10% del territorio nazionale, costano oggi appena un caffè all'anno per ogni italiano. Ma per il Governo, evidentemente, l'ambiente, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile, temi strategici a livello mondiale, non valgono neppure questo caffè !
Per il 23 luglio le associazioni che rappresentano il mondo dei parchi (direttori, dipendenti, guide, guardia parco, educatori ambientali) e quelle ambientaliste hanno organizzato un sit-in al Ministero dell'Ambiente, per dire NO a un taglio irrazionale e indegno di un paese civile, una grave violazione di diritti costituzionali, comunitari e internazionali; Perché è ora di dire per dire basta ai continui attacchi che indeboliscono e screditano istituzioni necessarie e strategiche quali i Parchi.
Lo scrigno dei tesori naturali d'Italia, che i Parchi non sono più in grado di custodire per le future generazioni, verrà simbolicamente riconsegnata al Ministro Prestigiacomo, chiedendo:
1) che vi sia un effettivo e definitivo (e non solo sulla carta) riconoscimento delle Aree protette quali strumenti fondamentali e irrinunciabili nelle politiche ambientali,
2) che le Aree protette nazionali vengano escluse dal dimezzamento dei contributi ordinari previsto dall'art. 7 comma 24 della manovra economica (D.L. 78/20010) e vengano messi nella condizione di operare per il raggiungimento degli obiettivi strategici e nazionali e comunitari.
Possono e sono invitati a partecipare tutti, per la difesa dell'Ambiente e dei Parchi.
Una delegazione dei manifestanti si recherà anche alla Fontana di Trevi, luogo simbolo della capitale.
394 Associazione nazionale personale aree protette
Aidap
Unione dei parchi e della natura
ELENCO ADERENTI....
NDR ... redazione Aigae News newsletter@aigae.org www.aigae.org
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Il climatologo Madrigali
Sarà un inverno molto rigido. Possibile nuova Era Glaciale
Piogge record in autunno e un inverno che si preannuncia freddo e perturbato. Roberto Madrigali trova un'ulteriore conferma della propria teoria: la Terra si avvia verso una nuova glaciazione
IL GLOBAL COOLING
In contrasto con la teoria del riscaldamento globale, l'ipotesi di Madrigali sostiene che il pianeta si trovi alle soglie di un'imminente era glaciale. Il passaggio dall'attuale fase interglaciale alla nuova era glaciale inizierebbe col ripetersi di azioni lesive sulle situazioni meteorologiche delle stagioni più calde (primavera ed estate). Una costante azione di disturbo, in ingresso in queste stagioni attraverso la corrente a getto, potrebbe innescare devastanti meccanismi di causa-effetto, ponendo le basi per un processo di passaggio alla prossima glaciazione, ormai imminente (nei prossimi decenni). Stiamo infatti attraversando la parte finale dei circa 12.000 anni che caratterizzano la durata di un'era interglaciale.
L'inverno è alle porte (quello meteorologico si avvia il 1° dicembre). E il suo ingresso sulla scena stagionale si preannuncia "freddo e perturbato". Le parole del climatologo Roberto Madrigali, voce fuori dal coro del meteo nazionale e irriducibile contestatore della teoria del riscaldamento globale, fanno intravedere spesse nubi all'orizzonte.
Il maltempo che continua a caratterizzare il mese di novembre, accompaganto dalle frane, dagli smottamenti e dalle alluvioni che hanno investito la nostra penisola nelle ultime settimane a causa delle intense precipitazioni, potrebbe essere una spia di allarme. «Prendendo in esame l'evoluzione atmosferica attuale e futura - ci spiega Madrigali - si evince un nuovo marcato peggioramento del clima autunnale, con un avvicendarsi continuo di perturbazioni al quale non si assisteva da anni. L'onda di Rossby e l'espansione del Vortice Polare, stanno favorendo e continueranno a incentivare, piogge estese e persistenti, con venti intensi e mari agitati, con abbondante neve in arrivo sulle Alpi ed a seguire, sulle cime dell'Appennino».
Ma i ghiacciai non si stavano ritirando? «In realtà i ghiacci stanno subendo una logica frenata di arretramento e stanno iniziando una nuova espansione progressiva, resa palese dalle condizioni peggiorative oramai diventate una regola e non più un'eccezione (come invece accadeva negli anni '80-'90). A dimostrazione di un cambio importante termico sulle Alpi, vi è l'apertura anticipata della stagione invernale e la situazione è favorevole a ulteriori e consistenti apporti nevosi sui rilievi»
Si tratta di una buona notizia per chi temeva l'estinzione delle nevi perenni... «In realtà vale la pena ricordare che le conseguenze di un global cooling sono assai più micidiali e marcanti, del global warming, sia dal punto di vista economico che sociale, e sicuramente nel prossimo futuro, sarà importante non perseverare nell'errore, ma riflettere e prendere le dovute contromisure».
Madrigali trova una conferma alle proprie previsioni anche dall'osservazione del quadro climatico dell'emisfero australe «L'invadenza del Vortice Polare Antartico sul Sud del mondo è aumentata considerevolmente. Ondate di freddo eccezionali hanno infatti colpito negli scorsi mesi il Sudamerica arrivando a uccidere persino numerose specie tropicali».
Ma chi avverte una qualche responsabilità a carattere antropico nell'assistere all'erosione delle 'mezze stagioni', come sostiene il climatologo, può riporre altrove i propri sensi di colpa. «Il fattore umano in questo caso non c'entra - rassicura Madrigali -.
L'urbanizzazione e il cemento arrivano al massimo ad alterare il microclima di un'area ristretta, causando maggiore escursione termica. La mia ipotesi si riconduce a fasi evolutive geologiche più ampie... Stiamo attraversando la parte finale dei circa 12.000 anni che caratterizzano la durata di un'era interglaciale. Al punto in cui siamo giunti, ogni nuovo intervallo verso il freddo potrebbe essere quello scatenante l'avvio di una nuova era glaciale, causando l'innesco del 'punto di non ritorno».
Le teorie e le previsioni di Roberto Madrigali si possono seguire sul sito internet meteoclima.net oppure in Toscana e Lazio sulle emittenti televisive TV9 e RomaUno TV. (L.F.)
(ndr ...)
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| Strade di montagne a traffico limitatoStrada dei Cannoni - foto Enzo Resta |
| ingresso cava di silice a Vernante (Cn) |
attenti al cane ... attenti al lupo ...
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